Polimi ed Unimi insieme per Campus Leonardo

Altro progetto interessante per Milano Est, questa volta scendono in campo le universita’.

Il Politecnico e l’Universita’ degli Studi di Milano hanno dato il via al progetto “Citta’ Studi Campus Sostenibile“, unendosi cosi’ all’International Sustainable Campus Network, la rete internazionale per i campus “sostenibili” (termine il cui significato e’ cosi’ relativo da risultarmi vagamente offensivo, e che ormai viene usato ovunque).

In pratica si vogliono raccogliere idee e segnalazioni su questi temi:

  • Utenti, partecipazione e identità
  • Risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • Qualità ambientale
  • Accessibilità, fruibilità e servizi

Il Corriere Milano di ieri riporta tre punti gia’ decisi:

  • Collegamento fra edifici delle due universita’ e spazi comuni aperti anche al territorio (saranno interessanti gli effetti sulla sicurezza).
  • Bike sharing, auto elettriche e meno parcheggi (tralasciando i costi di BikeMi, non vedo come far aumentare le difficolta’ di parcheggio sia ecologico, mentre mi parrebbe piu’ interessante togliere il pave’ e le rotaie dalle vie limitrofe).
  • Integrare il Giuriati e la piscina Ponzio nel doppio campus (i muri del Giuriati vengono abbattuti in questi giorni).

Città Studi Campus Sostenibile

Inoltre leggo della pedonalizzazione di via Celoria (cosi’ il traffico e’ costretto ad intasare le vie limitrofe, gia’ in pessime condizioni) e del “rallentamento” di via Ponzio. E non capisco cosa siano le varie aree grigie che vedo nel rendering piccolissimo pubblicato sul quotidiano… verrebbe chiusa alle auto anche la via che unisce via Spinoza e via Pascoli attraverso piazza Leonardo, dove passa il tram? Queste aree grige interessano anche via Bonardi.

Ho letto anche alcune idee proposte sul sito ed ho trovato che pescarle fra “tecnici” offra spunti interessanti come l’uso di materiali cementizi fotocatalitici per abbattere gli inquinanti, fra l’altro gia’ sperimentato anni fa nel sottopasso di Lambrate. Tuttavia il progetto mi pare gia’ pregiudicato dall’approccio dichiaratamente pro-sharing, pro-solare e antiparcheggi (mi chiedo quale sia la linea circa l’uso dell’energia nucleare che in Citta’ Studi si traduce in diversi acceleratori ad uso medico e di ricerca, ed il Poli sta ancora smantellando la sua centrale nucleare). Le solite cose da buonisti ecofinti? E pure nichilisti? Capisco che certe soluzioni siano intelligentissime per uno studente pendolare che non vive in zona, ma la qualita’ del quartiere la fa chi ci resta anche il sabato e la domenica e che ci vive per piu’ di 4 anni. Nel caso della mia famiglia siamo alla terza generazione, anche se ora pensiamo tutti di andarcene. Per chi resta, un quartiere senza auto, senza luci, con negozi ed uffici freddi avra’ pure un’ottima qualtia’ dell’aria e tanti spazi aperti, ma sara’ un quartiere morto.

Affidarsi al PoliMi ed all’UniMi puo’ dare delle garanzie di avere progetti effettivamente utili, scevri da pregudizi politici e realizzati correttamente? Per la mia esperienza di studente di UniMi direi di no, comunque speriamo bene…