Saldatrice Inverter

la storia della saldatura

Oggi la pratica della saldatura è largamente diffusa sia nelle lavorazioni industriali che nelle attività di fai da te, ed esistono infatti molti modelli di saldatrice relativamente facili da usare e leggeri da trasportare che sono davvero adatti ad ogni necessità ed esigenza creativa. Ma vi siete mai chiesti come si è arrivati alle macchine saldatrici di oggi?

Saldatrice Inverter, come funziona? Ebbene, la pratica di unire due parti di metallo in precedenza separate tra loro risale a oltre mille anni fa. Già nel medioevo, infatti, i fabbri usavano riscaldare i vari elementi di metallo nelle loro fornaci per poi batterli sulle incudini e farli diventare così un unico pezzo. Questo metodo era comunque molto dispendioso in termini di energie e di tempo e soprattutto, data la sua origine artigianale, non era applicabile alle catene di montaggio industriali. La saldatura vera e propria non era ancora nota ai tempi della Prima Rivoluzione Industriale (fine ‘700), ed è necessario attendere la Seconda Rivoluzione, con la scoperta e l’applicazione in larga scala dell’energia elettrica in vari ambiti, sia produttivi che civili. La prima saldatura che possa essere chiamata con questo nome è quella ossiacetilenica, in cui le due parti metalliche venivano unite fondendone le estremità. In questo procedimento, tuttavia, non veniva ancora usata l’energia elettrica ma piuttosto veniva bruciato ossigeno puro assieme ad acetilene, il che permetteva di raggiungere temperature elevatissime e superiori al punto di fusione del ferro. Le alte temperature resero possibile evitare di martellare il metallo come facevano i fabbri medioevali, risparmiando così molto tempo e rendendo possibile ripetere il processo con risultati prevedibili e sempre costanti, il che è un fattore necessario per la produzione in serie.

Nello stesso periodo iniziavano però a svilupparsi anche generatori di elettricità capaci di generare archi voltaici di tale amperaggio da poter fondere il ferro. Inizialmente il processo di saldatura avveniva con elettrodi non protetti, che erano quindi vulnerabili all’ossidazione causata dalla semplice esposizione all’aria. Oggi la tecnica ad elettrodo scoperto è stata del tutto soppiantata da quella ad elettrodo rivestito che, oltre ad evitare l’ossidazione, permette anche la realizzazione di un lavoro migliore in tempi più rapidi.

Attorno agli anni ’20 veniva introdotto il metodo di saldatura a resistenza che viene utilizzato ancora oggi in ambito industriale, mentre quello ad arco è usato anche per attività di fai da te.

All’avvento del secondo conflitto mondiale l’industria bellica richiedeva di poter produrre giunti metallici di ottima qualità e con maggiore velocità rispetto a quella offerta dai metodi di saldatura già noti e quindi si iniziò a studiarne di nuovi. Nacquero così la saldatura a filo continuo e quella ad arco sommerso.

Terminata la guerra vennero sviluppati altri metodi di saldatura (MIG, MAG e TIG) che offrivano una precisione ed una produttività ancora maggiori, e all’inizio degli anni ’80 si iniziarono a studiare modalità di saldatura con laser e raggio di elettroni. Esse cominciarono ad essere usate soprattutto nell’industria informatica, che richiedeva un livello di precisione ancora maggiore.

La saldatura ad arco, o inverter, è comunque ancora oggi molto diffusa ed impiegata anche per attività di fai da te, trattandosi di un procedimento relativamente semplice se svolto con le precauzioni necessarie e le attrezzature idonee.